Dove

Per merito (o colpa) dei coloni gelesi, Agrigento occupa il suo spazio sulla costa meridionale della Sicilia dal 581 a.C.

Ne è passata d’acqua sotto i ponti (ben poca nelle tubature della rete idrica) da quando Pindaro la definì “la più bella città dei mortali”. La fortunata posizione geografica, l’eredità storica lasciataci da chi ci ha preceduto nel calcare questo suolo ed il clima quasi perennemente estivo, hanno permesso agli amministratori che negli anni si sono avvicendati alla guida della città di millantare una fantomatica “vocazione turistica” nella quale bisognerebbe credere di più.

La distruzione della polis greca nel 406 a.C. per mano dei cartaginesi, decretò la fine dell’età dell’oro. Da quell’anno l’agrigentino che ritiene di rimanere a testa alta “in piedi sopra le rovine” ha stretto un patto d’onore con il territorio che gli ha dato i natali: dovrà lottare contro mille insidie nell’impari, millenaria guerra contro i numi avversi che sembrano tenere incollata la città in coda alle classifiche del Sole 24 Ore.