Un imprenditore siciliano si stanca di piegare la schiena agli sgherri di Cosa Nostra che gli chiedono il pizzo e cosa ottiene in cambio? Umiliazioni una dietro l’altra. Mesi e mesi per ottenere la meritata attenzione sul suo caso da parte dello Stato Italiano, e adesso a mettere i bastoni tra le ruote ci si mettono i professori della scuola frequentata dalla figlia.
Per comprensibili motivi di sicurezza, la ragazzina viene accompagnata in classe, ogni giorno, dai Carabinieri. Alcuni docenti dell’istituto hanno ritenuto opportuno comunicare agli agenti che la loro presenza non è gradita: sparge agitazione tra gli alunni e forse anche tra le loro famiglie. Davvero un bell’esempio di solidarietà nei confronti di un concittadino che ha raccolto la forza della disperazione per gridare il suo secco “no!” a quelle organizzazioni che lo Stato dice di combattere. Sulla carta.
Argomenti: ignazio cutrò, mafia


Vorrei vedere se al posto di Cutrò ci fossero stati i loro parenti, o peggio ancora: loro stessi. I miei complimenti a queste famiglie e a questi docenti!
Dei carabinieri creano “agitazioni” ad alunni e famiglie di quest’ultimi? Viene spontaneo chiedersi che tipo di famiglie siano, mh.